27-06-1976 ore 00:15
COME si ripete ormai da trent'anni... è il mio compleanno. Auguri

COME si ripete ormai da trent'anni... è il mio compleanno. Auguri

LA fluoxetina, il principio attivo della pillola universalmente nota col nome di Prozac, tanto contestata perché sembra provocare il suicidio, è stata autorizzata in Europa a tutti i bambini dagli otto anni in su. L'EMEA (l'Agenzia Europea per
La storia di questo psicofarmaco ha messo più volte in evidenza il pericolo in esso celato. Commercializzato per la prima volta nel gennaio del 1988, ad oggi sono stati registrati ben 26.623 casi di reazioni avverse e si conoscono 900 effetti collaterali. In Italia è già in vendita con 21 differenti nomi commerciali e il cittadino, molto spesso, invece di essere informato rimane confuso. L’FDA (Federal Drug Administration) ha richiesto maggiori avvertimenti sulla confezione. Infatti, tra i i possibili effetti collaterali troviamo il delirio, le allucinazioni, le convulsioni, l’ostilità violenta, l’aggressione, la psicosi e persino la morte. Com’è potuta accadere una cosa simile? Basti pensare che cinque su dieci dei membri della “Psychopharmacologic Drugs Advisory Committee” della FDA avevano conflitti d’interesse con i produttori di antidepressivi. David Dunner, uno dei membri della commissione, rivelò di avere ricevuto 100 mila dollari dalla Eli Lilly per condurre uno studio sulla Paroxetina e come si scoprì in seguito, anche sul Prozac. Dopo l’approvazione dello psicofarmaco ricevette un secondo finanziamento per studiarne gli effetti sul sonno. Da allora molti articoli continuano a ribadire il pericolo di suicidio collegato all’uso del Prozac. In particolare: Febbraio 1990, sull'American Journal of Psychiatry: "Emergence of Intense Suicidal Preoccupation During Fluoxetine Treatmen”. 22 maggio 2000, l’ANSA Italiana in un articolo riporta i risultati delle ricerche di David Healy del North Wales Department of Psychological Medicine, in cui si continuano a evidenziare rischi di suicidio. 3 febbraio 2004, il Washington Post annuncia che l’utilizzo di antidepressivi quali Prozac, Paxil e Zoloft determinerebbero un rischio di suicidio nettamente superiore a quello cui erano soggetti i bambini trattati con placebo (Fonte: www.disinformazione.it)
LA notte arriva, ma come succede da troppo tempo ormai, non porta consiglio.
Quello che porta è solitudine, voglia di evadere, di lasciarsi tutto alle spalle e cominciare una nuova vita, una vita nella quale non vinca sempre la morte.
Ore 21:35
Suonano
Miriam corre ad aprire, è felice perché dopo una settimana può finalmente riabbracciare il suo uomo. Pochi passi percorsi velocemente quasi a voler attraversare l’uscio senza nemmeno aprirlo.
È ormai ad un passo dall’ingresso, quando inaspettatamente scatta la serratura.
Come spinta da una forza quasi innaturale, la porta si spalanca e travolge in pieno il suo corpo così esile e fragile, al punto da farle perdere l’equilibrio e battere violentemente la testa sul pavimento.
Il tentativo inutile di aprire gli occhi, cede velocemente il passo alla sensazione di svenimento che in un attimo prende il sopravvento.
Ore 22:08
Dolore
Miriam ancora stordita dal colpo ricevuto, non riesce a capire dove si trova.
Con uno sforzo notevole, solleva il capo e apre gli occhi.
Quello che vede non la rincuora, anzi, le fa capire come mai altre parti del corpo le fanno ancor più male della testa.
Ora si trova nel bagno, le sue gambe sembrano un mosaico talmente son tagliuzzate. Un uomo di spalle sta componendo un scritta sullo specchio, proprio col suo sangue, quello che ora le fa da coperta.
Tra lo sconforto, la paura e il dolore lancinante, ha la forza per accennare solo una piccola domanda: Tuu, chi seei?
L’uomo colto di sorpresa, ruota il busto di scatto e le assesta un calcio nel mento, stendendola per la seconda volta.
Ore 22:25
Fredda sensazione
Ora il suo risveglio non è spontaneo.
Lui, ha deciso che è arrivato il momento di morire.
Dopo averla svegliata violentemente con qualche schiaffo, con la mano sinistra le stringe brutalmente le guance, la guarda dritta negli occhi e proprio mentre lei con le lacrime che le rigano il viso gli sussurra in un ultimo alito di vita "Tu!!", l’uomo senza nessuna esitazione, le pianta il coltello nel cuore.
Dopo ogni notte, giunge l’alba di un nuovo giorno, ma non serve a schiarire le idee, anzi, tiene in vita in attesa di una nuova notte che come tutte le altre non porterà consiglio.
LENTAMENTE muore chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi fa della televisione il suo guru.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle 'i'
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge, chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.
Pablo Neruda
MALEDETTA concentrazione!
(applicazione della mente su un determinato argomento; immedesimazione in ciò che si sta facendo)
Perché da un po’ di tempo a questa parte non riesco a concentrarmi su nulla? Tutto mi scivola tra le dita e nemmeno me ne accorgo. Dimentico. Perché?
Ho sempre avuto una memoria fenomenale, ed ora è come se nella mia testa non ci fosse più spazio per nulla!
Strana sensazione di disagio.
Libera la mente, libera la mente, libera la mente, libera la mente, libera la mente, libera la mente…