Era una notte luminosa e serena. Nessuno bussava alla porta e non era in arrivo un terribile temporale. Le stelle contribuivano ad illuminare quella notte così terribilmente calma e insolita.
Nel mondo di Buriana non era assolutamente ammissibile una scena del genere, era indubbiamente portatrice di sventura.
Ma durò poco, perché in quella quiete si sentì una voce tuonare. Buriana si chiese chi mai avesse provocato il terribile Thunder. Mandò due refoli a vedere cosa fosse successo. I refoli leggeri e veloci, attraversarono l’Oceano e si ritrovarono in un lampo al cospetto di Thunder. Ed ecco davanti a loro uno spettacolo inaspettato: videro Thunder che piangeva commosso e che dalle sue lacrime era nato un meraviglioso arcobaleno che si stendeva fino al Sole. Su quel ponte iridato una bambina camminava con passo deciso verso l’astro d’oro che la stava aspettando compiaciuto. Allora i due refoli dispettosi presero a soffiare sull’arcobaleno che si mise ad oscillare. La bambina si aggrappò al luminoso ponte colorato e Thunder tuonò ancora una volta, arrabbiato e questa volta il tuono raggiunse la terra di Mistral. Mistral sentì il tuono come un richiamo, si alzò e si diresse verso quel suono angosciante. Alla vista dei due refoli dispettosi agitò le sue ali così forte che li ricacciò nel regno di Buriana. Poi piegò un’ala verso la bambina che vi salì leggera…ora, carezzare il Sole sarebbe stato più facile. Buriana capì, finalmente, che doveva starsene lontana. Sconfitta si ritirò nel suo regno. Nessuno bussò alla sua porta, non arrivò il terribile temporale e le stelle continuarono a brillare.
Ma cosa aveva commosso così tanto Thunder? (continuazione di Enzas)
Il Dio Thunder,rimase colpito da una piccola bimba che cercava nel sole la luce per illuminare il suo cammino. Senza mamma e senza nessuno da cui essere accudita, Lei pregava ogni sera per giungere fino a lui.
Così,Thunder,colpito dalla puirezza e bellezza della piccola fanciulla, decise di costruire per lei un ponte fatto di fiori e di colori che potessero farla giungere sino in cima al monte dove il Sole sorgeva. (continuazione di yeiazel)