LA RICERCA DELLA FELICITA’ (3 di 3)

scritto da senzaunameta il mercoledì, 29 ottobre 2008,09:47

Questa giornata della mia vita la chiamerò: “FELICITA’” 23/10/2008

 

E’ il 23 ottobre, oggi dobbiamo andare in Ospedale per l’ecografia morfologica, forse la più importante di tutte. Sappiamo già il sesso, ma questa non è la cosa più importante, speriamo che tutti i valori siano a posto e che il bimbo (sarà uno splendido maschietto), stia crescendo regolarmente. Gli ultimi due giorni son stati effettivamente “tragici”, prima l’incidente col palo, poi l’alluvione coi suoi morti, con parecchie strade ancora chiuse al traffico e la paura di non riuscire a raggiungere l’Ospedale in orario per la visita. Mi fermo a riflettere su quanto accaduto e dentro di me sono sempre più convinto che nulla accade per caso; ora vedo l’incidente col palo in maniera decisamente positiva, penso che sia successo per farmi restare a casa mercoledì (il giorno dell’alluvione), penso che forse se non fossi stato a casa sarei andato a lavoro e magari uno scherzo più grande poteva essere in agguato per me, ma non è andata così e oggi son contento, sono felice, è una felicità totale, immensa.

Arriviamo puntuali in Ospedale e dopo un attesa di circa quarantacinque minuti entriamo nell’ufficio. Insieme alla dottoressa ci son due tirocinanti che faranno un po’ di pratica col nostro piccolino. Si intuisce che non sono ancora tanto pratiche e il nostro pargoletto non si lascia prendere le misure facilmente.

Lo guardo muoversi dentro quel monitor e mi commuovo. E’ così delicato, ma allo stesso tempo frenetico, non sta fermo un attimo. Ora è il turno della Dottoressa, lei sa come prenderlo, ma il bimbottolo non molla. Cerca di vedergli la testa e lui le mostra i piedi, poi guarda lo stomaco e si gira di schiena, “è proprio mio figlio” penso eh eheh. NOSTRO figlio è già un amore!

Sono in un brodo di giuggiole, va tutto bene, il bimbo cresce in maniera regolare, gli vediamo le dita dei piedi, delle mani, il naso è uguale al mio (prima che colpissi il palo, mi ricorda manumoglie!) sono felice, potrei scriverlo mille volte, ma non mi basterebbe per farvi capire quanto dentro di me sono felice!

Finalmente usciamo dall’Ospedale e siamo una splendida famiglia, saremo una splendida famiglia e sono felice, sono felice perché ho trovato la felicità!

Il mio pensiero torna alla Natura e penso che è buona, ma anche crudele e bastarda, ma è anche buona: “Ieri toglie, oggi da', domani chissà…?”

Ora posso affermare con certezza che il senso della Vita per quanto mi riguarda si trova nell’aver dato la Vita, nell’aver acceso una luce speciale.

 

 

“Questo è l'angolo di Manumoglie, ma vorrei lo pubblicassi dopo la morfologica. Ciaooooooooooo amoooooo” 11/09/2008

 

Se chiudo gli occhi sento ancora gli applausi e rivivo con la stessa intensità l'emozione durante la proclamazione della mia laurea in ingegneria. E' stata un emozione unica ed irripetibile, un traguardo difficile da raggiungere, e per questo la gioia è stata ancora più grande.

Poi, poi un certo Manuel, in arte SUM, con tanto di anello e lettera d'amore mi propose di sposarlo, ed io non me lo sono fatta ripetere due volte!

Del matrimonio ricordo la nostra felicità, è stato il giorno in cui finalmente ad un matrimonio conoscevamo tutti quanti gli invitati, e ci siamo sentiti protagonisti di una favola!

Sono questi i miei Best Day, quelli che fino al 14 agosto 2008 reputavo i giorni per i quali avrei pagato per poterli rivivere.

Poi è arrivato il 14 agosto 2008 e su uno schermo ecografico è apparso un cuoricino e uno scricciolino di 55mm che agitava le sue manine. Nostro figlio. Il nostro splendido bambino. Davanti a quello schermo, sia io che Manuel abbiamo realizzato che nulla era più importante di quel battito che tutto di fronte a quel miracolo si fermava e nel silenzio di quello studio medico ho pensato che la vita ora aveva un senso, un senso che io fino a quel momento non avevo colto. Non appena ho visto il mio bambino che si muoveva dentro la mia pancia, l’ho capito! Mio figlio dava senso a tutta la mia vita, era il tassello mancante, quel tassello che ti impedisce di completare il puzzle.

Ancora oggi fatico a credere quanto sia meravigliosa la vita. Quale sorprendente miracolo sia quello di far crescere un bimbetto dentro di te. Nulla è più importante. Il mio lavoro, per il quale avrei sacrificato tutta me stessa, è passato immediatamente in secondo piano. La danza e il prosciutto crudo, cose alle quali davo un importanza vitale ora non sono nient'altro che COSE, cose di cui si può fare a meno senza nessun attimo di esitazione.

Di colpo la tua vita, e credo anche quella di Manuel, ha un nuovo scopo. La mattina appena mi alzo il mio sguardo cade sulla pancia, l'accarezzo come fosse un diamante prezioso e tutta la giornata scorre con il pensiero di mio figlio, come una scritta in sovrimpressione alla tv. Non riesco a pensare ad altro.

Giorno dopo giorno prego che cresca, che abbia dei piedini meravigliosi e non riesco a trovare altra cosa per cui valga la pena di vivere.

Questo è tutto. Il mio angolo da oggi sarà dedicato alla SUM Family e a tutti i suoi sviluppi.

Buona vita a tutti!

 

categoria:amore, vita, famiglia, manumoglie
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LA RICERCA DELLA FELICITA’ (2 di 3)

scritto da senzaunameta il martedì, 28 ottobre 2008,09:47

Questa giornata della mia vita la chiamerò: “DEVASTAZIONE” 22/10/2008

 

È la notte a cavallo tra martedì e mercoledì.

Sono a casa, disteso sul materasso col mio bel naso rotto. Un tuono un po’ più forte del normale mi sveglia e non riesco più ad addormentarmi. Da dentro si percepiscono benissimo sia la forza della pioggia che quella del vento, sembra proprio una tempesta!

Anche Manumoglie è sveglia, “piove tanto”, ci diciamo nel silenzio ovattato della camera matrimoniale. Io la mattina non andrò a lavorare, m’hanno dato 4 giorni di malattia, ma Dani si, e la pioggia non accenna a smettere. Suona la sveglia e ci alziamo. Come tutte le mattine metto l’acqua sul fuoco e preparo la colazione, oggi però solo per la mia dolce metà, io la farò più tardi e torno a letto.

Quando è ormai ora di uscire, la pioggia non ha ancora perso d’intensità anzi, continua a scendere abbondante. Dico a Dani di non uscire, ma lei da gran professionista qual è non si ferma di fronte a nulla e va a lavoro. Sono a letto, ma so benissimo che non riprenderò sonno facilmente e quindi decido d’alzarmi. Scendo giù in cucina e mi preparo la colazione. Intanto fuori un temporale incredibile continua a buttare acqua “che la manda il cielo”.

L’intensità non accenna ancora a diminuire, come non diminuisce il vento, è veramente una bufera!

Dalla finestra vedo cadere dei fulmini molto vicini a dove abitiamo e mi sbrigo a staccare tutte le prese dalla corrente: TV, carica batterie, stereo, tutto quello che si potrebbe bruciare insomma.

Sono le nove e mezza e l’asfalto ormai non si vede più, completamente sommerso da circa venti centimetri d’acqua! Per fortuna la nostra casa è rialzata di almeno ottanta centimetri dal livello del manto stradale.

Comunque, nelle immediate vicinanze non ci sono delle conche, anzi siamo in una zona piuttosto rialzata e l’acqua non generando depositi defluisce rapida lungo il percorso della strada. Inizio a preoccuparmi e chiamo Dani. A quanto mi riferisce, dove si trovano loro non sta piovendo così tanto e mi tranquillizzo un po’.

Verso le dieci e mezza mi chiama il mio titolare per dirmi che è il caso di spostare la macchina perché nella via del mio ufficio il livello dell’acqua è ormai salito all’altezza delle ruote e se continua a piovere c’è il pericolo che la corrente me la sposti e la mandi a sbattere su altre macchine. L’auto è parcheggiata lì dal giorno prima, quando mi son rotto il naso!

Sono le undici e per fortuna ha smesso di piovere, arriva il mio collega ed insieme rientriamo in studio. Tutte le strade interne sono bloccate, è tutto allagato, ma ancora non siamo a conoscenza dei danni causati! Finalmente salgo in auto, per fortuna parte al primo colpo e torno a casa senza intoppi.

Alle tredici cominciano i telegiornali regionali e quello che vedo mi gela il sangue nelle vene!

Le prime immagini dell’allagamento sono DEVASTANTI, a vedere quelle scene provo un dolore fisico ed un bruciore agli occhi che non è causato dai postumi della frattura al naso.

Macchine una sopra l’altra, addirittura qualcuna è finita sugli alberi, metri d’acqua hanno invaso tantissime abitazioni da una parte, in un'altra zona un fiume di fango e detriti ha spazzato via scantinati e pian terreni completamente ammobiliati, sono scene apocalittiche.

 

Dani rientra da lavoro e casca dalle nuvole, non si era resa conto della gravità dell’accaduto e della fortuna che abbiamo avuto ad essere in una zona un po’ più alta rispetto al vicinato e all’hinterland cagliaritano.

In un quartiere a una trentina di chilometri da Cagliari, chiamato “Rio San Girolamo” l’alluvione ha fatto i danni maggiori, portandosi via un paio di vite e lasciando ancora oggi qualche disperso.

Qui la tragedia è viva e sotto gli occhi di tutti, mi sembra di rivedere le immagini dei danni causati dall’uragano Katrina, un mare di devastazione: fango, auto, mobili, corpi di animali, tutti amalgamati uno sull’altro, quasi a voler rappresentare nella realtà quello che Picasso partoriva nella sua fantasia!

Già nel 2005 questo quartiere aveva subito ingenti danni, tutti gli scantinati si erano allagati e molte famiglie persero già tanto allora, ma oggi l’entità del danno è stata altissima, oggi la natura si è portata via anche delle vite, delle vite che nessun mutuo, nessun finanziamento potrà mai ripagare!

Mi fermo a pensare e mi dico che l’uomo continua a costruire dove prima c’erano paludi, dove prima scorrevano i letti dei fiumi e ancora non ha capito una cosa fondamentale: La Natura si riprende sempre quello che le appartiene!”

Ora, il mio più sentito cordoglio va alle famiglie che hanno perduto persone care in questo terribile disastro ed un pensiero va alla speranza che prima o poi “certe” persone si mettano una mano sulla coscienza PRIMA che accadano certi fatti e non dopo, durante la conta dei MORTI!

 

P.S. le foto le ho prese in prestito dalla gallery del sito di Tiscali

LA RICERCA DELLA FELICITA’ (1 di 3)

scritto da senzaunameta il lunedì, 27 ottobre 2008,12:46

Questa giornata della mia vita la chiamerò: “ILLUMINAZIONE” 21/10/2008

 

Prendete una mattina come tutte le altre: lavoro, pausa caffè, lavoro e son già le tredici, è ora di scappare a casa. Mettete il Fato, buontempone e beffardo. Otterrete un pomeriggio tanto diverso da quello che avevate preventivato.

 

Il mio orologio segna le tredici e zerotre, è ora di staccare e il mio pensiero vola al panificio qui vicino allo studio, dove molto spesso vado a comprare il pane e qualche dolcino succulento.

E’ ora di scappare, avvio l’arresto del sistema, prelevo tutte le mie cose, orologio, borsellino, chiavi, cellulare e mi dirigo verso l’uscita.

Un saluto al mio collega e via giù per le scale.

Sono sereno, come sempre. Mentalmente mi ricordo dove ho parcheggiato la macchina e quando apro il portone per uscire sono già indirizzato sulla mia sinistra.

Come faccio i primi passi fuori dal portone vedo un amico che lavora nella copisteria di fianco accingersi ad entrare in macchina. Faccio per salutarlo e sollevo il braccio sinistro. Lui risponde al saluto sollevando il braccio a sua volta prima di infilarsi nell’auto. Io, dal canto mio, evidentemente preso dalla fretta di andarmene, ho proseguito a camminare con passo spedito anche mentre sono intento a salutare.

Ora, uno pensa che a volte il cervello è proprio un gran bastardo, lo sa benissimo che li sulla sinistra risiede uno splendido palo della luce. Si proprio li, è sempre stato li, lui lo sa, ma non se ne preoccupa e non allerta nessuno.

Un passo avanti, ruoto il viso e… l’impatto col palo è micidiale! Proprio come se l’avessi colpito volontariamente! Non ho sentito dolore, solo un colpo potentissimo.

Piego la testa e in un attimo ho le mani ricolme di sangue. “Mi son rotto il naso” penso!

Immediatamente mi giro per capire se l’amico di prima m’ha visto. Invece no, lo vedo ingranare la marcia e partire. Allora mi giro e vado subito al citofono per avvisare il mio collega dell’accaduto, devo andare subito al Pronto Soccorso! Suono e lo avviso che mi son rotto il naso. Lui in un primo momento non mi crede ed io ripeto con più decisione che MI SON ROTTO IL NASO! E lui si precipita giù.

Ora penso che se il naso è storto e se lo lascio così, da qui che me lo aggiustino si sarà già saldato male e il dolore quando me lo raddrizzeranno a freddo m’ammazzerà, allora senza pensarci due volte lo prendo e lo raddrizzo! Sento qualcosa che si muove all’altezza della piramide nasale, spero di aver fatto bene.

Arriva il mio collega e porta con se dei fazzoletti. Dopo aver fatto uscire un bel po’ di sangue me ne infilo due pezzi a mo di tampone e di corsa andiamo al pronto soccorso.

In viaggio avviso Manumoglie e le dico: “Credo di essermi rotto il naso, ma non ti preoccupare sto bene”! Lei all’inizio rimane un po’ spaesata, ma decide comunque di raggiungermi.

Arrivo al pronto soccorso e mi fanno entrare subito nell’ambulatorio. Mi controllano, mi puliscono la ferita al centro del naso e mi fanno le domande di rito. Non so se hanno creduto alla versione del palo, sembra una scena da film comico, comunque io gli dico che ora per un paio di mesi avranno una nuova barzelletta da raccontare.

Aspetto per la radiografia, nel frattempo arrivano Manumoglie e Tommi, scrivo loro qualche sms per tranquillizzarli e finalmente arriva il mio turno.

Ora aspetto la lettura della radiografia anche se già so benissimo che ci saranno delle fratture, nonostante loro si ostinano a dire: “Ancora non si sa, vedremo” per rincuorarmi.

Arriva il responso: “Frattura multipla”. Io non mi spavento lo sapevo già, dentro di me spero solo che non mi debbano rompere nuovamente il naso per rimettermelo a posto!

Ora dovrebbe arrivare l’Otorino… ma non arriverà, è andato via alle quattordici e ora sono le sedici! INCREDIBILE!

Devo andare in un altro Ospedale per farmi vedere dall’Otorino e poi tornare qui per chiudere  la pratica. Il Dottore che mi ha seguito sino ad ora, pensa bene di rinfrancarmi dicendo che se mi possono ridurre la frattura a mano, lo faranno senza anestesia, mentre se c’è bisogno del chirurgo, prima mi faranno l’anestesia! Io già mi vedevo steso nel lettino col naso aperto mentre mi asportano porzioni di cartilagine!

Arriviamo nell’altro Ospedale e vado direttamente dall’Otorino.

E’ una signora sulla cinquantina che mi arriverà si e no all’altezza dello stomaco.

Entro nel suo ufficio e mi chiede che mi era successo: “Come se l’è fatto?”

Io rispondo: “Ho fatto un frontale con un palo!”

E lei: “Un frontale con Paolo? E dov’è?”

Io rido: “Con un PALO!”

Lei e le colleghe ridono: “Ah!”

Mi fa sedere e finalmente ci guardiamo negli occhi! Mi controlla le narici, la ferita e mi dice: “Il canale nasale è perfettamente allineato, la frattura nella piramide nasale è composta quindi si rimetterà bene da sola, le mettiamo un paio di cerottini al posto dei punti e abbiamo finito!”

Dopo aver ricevuto i complimenti per come mi ero sistemato il naso esco dall’ufficio e con Manumoglie e Tommy, torniamo all’Ospedale.

Rincuorato e giulivo come un agnellino scampato alla strage pasquale

alla fine dei conti sono cosciente del fatto che m’è andata proprio bene! Non ho sentito dolore prima e non ne ho dovuto sentire dopo, come ricordo avrò una simpatica cicatrice, ma poteva andarmi sicuramente molto peggio!

A questo punto ringrazio i miei genitori che mi hanno regalato un naso IMPORTANTE, non fosse stato così, mi sarei sfasciato alla grande!

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MANUMOGLIE E IL FUSORARIO

scritto da senzaunameta il lunedì, 20 ottobre 2008,10:52
La giornata volgeva al termine e i nostri eroi (Sum e Manumoglie) provati da un finesettimana vissuto intensamente (in giro a fare shopping) decidono che è giunta l'ora di andare a letto.
Sum, felice come un mandrillo
(per la vittoria dell'Inter, ovviamente) pensa a voce alta che fra una settimana entrerà l'ora solare:
"Domenica prossima cambia l'ora!"
Manumoglie:"Si, entrerà l'ora solare!"
Sum:"Dobbiamo mettere l'orologio avanti! Porca miseria, allora dormiamo un ora in meno?"
Manumoglie:"No, ti sbagli. Bisogna metterlo un ora indietro!"
Sum:"Ma sei sicura? Se mettiamo un ora avanti... No, è giusto come dici tu, se alle cinque fa buio, un ora prima e fa buio alle quattro e dormiamo un ora in più (che genio che sono!)"
Manumoglie:"Infatti, adesso sono le dieci e mezza e quindi sarebbero le sette e mezza!"

Sum:"..."
Manumoglie:"..."
Sum:"AH AHAHAHAHAHAHAH"
Manumoglie:"ah ahahahaha"
LACRIME
Sum:"Certo, sarebbero le sette e mezza perchè da quest'anno l'ora solare è tre ore indietro... ah ahahahah"
Manumoglie:"ah ahahahaha me la faccio addosso, smettila!"
Sum:"Triplichiamo l'ora solare!"
Manumoglie:"Smettila!"
Sum:"Più buio per tutti!"
Manumoglie:"Ah ahahah!"
Sum:"Buonanotte fusorario (o orario fuso!) ah ahahah"
Manumoglie:"Notte.... ah ahah!"
categoria:ah ah ah, 4 risate, manumoglie
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VIVA LA BIONDA

scritto da senzaunameta il venerdì, 17 ottobre 2008,18:43

Studenti Usa progettano birra salvacuore
Tre giovani scienziati di un’università del Texas hanno messo a punto una ‘bionda’ ricca di una molecola che contrasta il cancro e fa bene al cuore  (Adnkronos Salute/Ign)


La passione per la birra degli studenti universitari è nota, ma ora un gruppo di giovani 'cervelloni' iscritti alla Rice University di Houston (Texas) ha deciso di trasformare il rito della birretta in una pausa salutare.

Impiegando tecniche di ingegneria genetica, infatti, il gruppo di Taylor Stevenson, Peter Nguyen e Thomas Segall-Shapiro sta creando una superbirra ricca di resveratrolo, la sostanza chimica presente nel vino rosso che ha mostrato preziose virtù anticancro e salvacuore.

I tre studenti hanno avuto l’idea mentre pensavano a un progetto da presentare a una gara annuale in programma a Cambridge (Usa) dall'8 novembre. Lo studio è molto promettente, ma anche se tutto andrà bene prima di brindare con la bio-birra potrebbero passare anni. Con un pizzico di fortuna e tanto lavoro, però, i giovani sono convinti di riuscire a finire la prima fase della ricerca in tempo per presentare i risultati preliminari alla gara di Cambridge.

Finalmente qualche buona notizia...
e mi raccomando, passate uno splendido WE!
categoria:notizie, bere, birra, curiosità
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Chi passa...

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