UNA LEZIONE DI VITA

scritto da senzaunameta il giovedì, 30 luglio 2009,19:02

Un anno fa, il 25 luglio 2008, moriva Randy Pausch, professore di informatica alla Carnegie Mellon University. Era padre di tre figli. La sua ultima testimonianza è stata "The Last Lecture", il discorso che si tiene prima di morire, se si sa di dover morire.(fonte blog di Beppe Grillo)

Testo dell'ultima lezione:

Se c'è un elefante nella stanza, è meglio presentarlo

"Vi parlerò di una conferenza che ho tenuto a settembre. Nell’Università di Carnegie Mellon, c’è una tradizione accademica chiamata “Last Lecture”: se ipoteticamente sapessi che stai per morire e dovessi tenere un’ultima conferenza, cosa diresti ai tuoi studenti? Per me la cosa non è ipotetica. C'è un elefante nella stanza: avevo sconfitto un cancro al pancreas, ma ora è tornato dopo operazioni, chemioterapia, radiazioni. I medici mi hanno detto che non c’è più niente da fare e che ho solo qualche mese di vita.
Queste sono le mie T.A.C. e mostrano che il cancro pancreatico si è espanso al fegato con una decina di tumori. A me questo non piace. Io ho tre bambini piccoli, sia chiaro: mi fa schifo. Ma non posso fare niente per evitare il fatto che morirò. Sto seguendo i trattamenti medici, ma so benissimo come andrà a finire questo film. E non posso controllare le parti della storia solo movendo le mani.
Se non vi sembro abbastanza triste per la mia situazione, me ne scuso. Ma ho deciso di non essere oggetto di pietà. Infatti anche se sto per morire presto, sono molto forte fisicamente. Probabilmente più forte della maggior parte delle persone che sono in questa sala.

Vivere i sogni dell'infanzia

Quindi oggi non parleremo della morte, parleremo della vita e di come viverla. Nello specifico, di sogni d’infanzia e come fare per realizzarli. Posso dire di aver avuto un’infanzia felicissima. Riguardando gli album fotografici devo dire che non sono riuscito a trovare una foto in cui non stessi ridendo. Ho avuto un’infanzia veramente felice. Io sognavo, sognavo sempre. Era un tempo facile per sognare. Quando tu accendi la TV e vedi degli uomini atterrare sulla Luna, tutto è possibile, e non dovremmo mai perdere questo spirito.
Quali erano i miei sogni da bambino? Giocare nella NFL, la Lega Nazionale di Footbal. Questo è uno di quei sogni che ho realizzato. Ed è importante farlo notare perché anche se non riesci a realizzare un sogno, puoi ottenere molto tentando di realizzarlo. C’è un detto che adoro: “L’esperienza è quella che ottieni, quando non ottieni quello che desideri”.
Giocai in una lega per molto tempo. Avevo un grande allenatore, Jim Gram. Era un allenatore alla vecchia maniera, e mentre ci allenavamo mi rimproverava per tutto il tempo: Così per tutte le due ore. E alla fine di un allenamento, uno dei suoi assistenti mi disse: "Coach Gram è molto duro con te!" io dissi. "". Mi disse: "Quando fai un lavoro fatto male e nessuno te lo dice, vuol dire che si sono arresi con te; quando qualcuno continua a correggerti per due ore, lo fa perché ci tiene che tu lo faccia meglio".
Il prossimo sogno è “Walt Disney Imagineering”. Quando avevo otto anni, la mia famiglia mi portò a Disneyland, in California. Fu un’esperienza incredibile: le passeggiate, gli show, le attrazioni. Mi dissi: "Wow, mi piacerebbe costruire cose del genere quando sarò grande!". Così mi laureai e cercai di fare parte del gruppo di persone che crea la magia. Quello che ottenni fu un’amabile lettera di rifiuto. Guardo questa lettera tutt’ora, dà una tale ispirazione! Queste cose passano, lavorai duro e diventai un giovane ingegnere di ricerca visuale nella mia facoltà. Questo sono io. Sviluppai le abilità che erano valide per Disney, e trovai l’opportunità di lavorare lì e far parte del gruppo di immaginaria dove lavorammo nella “Passeggiata sul tappeto magico di Aladino”. Mi portò via più di quindici anni per farlo e moltissimi tentativi. Imparai che quando un muro si presenta sul nostro cammino è per una ragione; non è lì per impedirci di fare qualcosa, ma perché noi possiamo mostrare quanto vogliamo quella cosa.

L'importanza di avere buoni genitori

Quali sogni volete realizzare? Ve ne suggerisco uno: avere buoni genitori! Io ho dei grandi genitori. Questa è mia madre nel suo settantesimo compleanno. Io sono quello sulla macchina blu e sono appena stato doppiato. Questo è mio padre nel giorno del suo ottantesimo compleanno. Viveva sempre con un sentimento di felicità, sempre. La felicità è un sentimento che dovrebbe mai andarsene.
Mio papà: che uomo incredibile! Ha fatto la Seconda Guerra Mondiale, fece parte della Grande Generazione. Tristemente mio padre è morto un anno fa, e fu quando mia madre frugò nelle sue cose che scoprì che durante la Seconda Guerra Mondiale ricevette una medaglia di bronzo al valore. In cinquant’anni di matrimonio, non la mostrò mai. E’ un grande messaggio di umiltà che ho potuto imparare da mio padre.
Ora mia mamma: le madri sono quelle persone che ti amano anche quando le tiri i capelli. Questo è il tipo di relazione che ho avuto con mia madre. E parlando di umiltà, lei era sempre li a mantenere in ordine. Quando mi stavo laureando a scuola, avevo esami veramente duri. E me ne stavo a casa preoccupandomi di quanto dure fossero le prove per il dottorato. Mia madre mi diceva: "Sappiamo come ti senti. Ricorda solo che alla tua età tuo padre stava combattendo contro i tedeschi nella Seconda Guerra Mondiale!". Il giorno in cui mi laureai era molto orgogliosa, e mia mamma mi presentava a tutti dicendo: "Questo è mio figlio! È un dottore, ma non di quelli che aiutano la gente". Probabilmente una delle cose più importanti che i miei genitori fecero, fu che mi lasciarono dipingere le pareti della mia camera da letto. Un giorno dissi loro che volevo dipingere le cose sulle pareti e loro dissero: "Ok!". Dipinsi una nave spaziale; vivevamo in un ranch e misi un ascensore per vedere dove mi avrebbe portato; potete vedere che fossi un secchione, misi un’equazione quadratica. Ma la cosa grande fu che me la lasciarono fare. Pensarono che lasciare che io esprimessi la mia creatività fosse più importante di avere una parete pulita. Fui davvero benedetto ad avere genitori che la pensassero così. I miei genitori mi insegnarono a rispettare le persone più delle cose. Quando comprai la mia auto ero molto emozionato, brillava incredibilmente. Questi sono i miei nipoti Christopher e Lara. Ogni mese li portavo via per un week-end per dare respiro a mia sorella e suo marito. E prima di salire sulla mia auto nuova mia sorella continuava a dirgli: "Questa è l'auto nuova dello zio Randy. Mi raccomando, non sporcatela, ecc.". E loro scoppiarono a ridere, perché nel frattempo io alle sue spalle avevo aperto una lattina e la stavo rovesciando incurante sui sedili posteriori. Lei corse verso di me gridandomi: "Cosa stai facendo?!" Le dissi: "È una 'cosa', soltanto una 'cosa'". Ne fui molto orgoglioso perché alla fine della settimana mentre stavamo tornando a casa, mio nipote si sentì male e vomitò tutto sui sedili posteriori della mia auto; e non mi importa quanto valore potesse avere una cosa pulita e brillante, perché non è paragonabile a quanto mi sono sentito bene sapendo di non aver fatto sentire in colpa un bambino di otto anni solo perché aveva il raffreddore.

Divertiti e mostra gratitudine

Il prossimo: è meglio che tu decida presto di essere “Tiger” o “Igor”. Tiger è energetico, ottimista, curioso, entusiasta e si diverte; e mai, mai sottovalutare l’importanza di divertirsi! Io sto per morire presto, e ho deciso di divertirmi oggi, domani e ogni altro giorno che mi rimane.
Se vuoi realizzare i tuoi sogni, è meglio che giochi onestamente con gli altri. Un consiglio che è difficile seguire è dire la verità. Seconda cosa: quando sbagli chiedi scusa! Una buona scusa è formata da tre parti: "Mi dispiace"; "Era colpa mia", "Cosa posso fare per rimediare"? La maggior parte della gente salta le terza parte; è da questo che puoi capire chi è sincero. L’ultima cosa è che tutti abbiamo persone o cose che non ci piacciono. Io non ho mai incontrato persone che sono totalmente cattive. Se aspetti a sufficienza, ti mostrano il loro lato buono. Non puoi affrettare la cosa, ma puoi essere paziente.
Mostra la gratitudine: quando raggiunsi i dieci anni come membro della facoltà, avevo ragazzi nel mio laboratorio di ricerca e li portai una settimana a Disneyworld a mie spese. I miei colleghi mi dissero: "Ti sarà costato un sacco; perché l’hai fatto?". Risposi: "Questi ragazzi hanno lavorato per me giorno e notti per anni e grazie a loro ho ottenuto il miglior lavoro della mia vita. Quindi, perché non avrei dovuto farlo?" La gratitudine è una cosa molto semplice e potente.
Ultima cosa: non credo che preoccuparsi di tutto risolva veramente i problemi. Questo è Jackie Robinson, il primo giocatore nero della Lega Maggiore, e nel suo contratto c’era scritto che non doveva lamentarsi se la gente gli sputava addosso. Non importa se sei Jackie Robinson, o uno come me che ha ancora pochi mesi da vivere. Puoi scegliere se sfruttare il tempo che ti rimane per energia e sforzo, o spenderlo preoccupandoti, o spenderlo giocando il gioco duro che probabilmente ti aiuterebbe di più.
Vi ho detto che questa era una parte della conferenza dell’Università, ed è importante perché ho tenuto questa conferenza. La conferenza non parla soltanto di come raggiungere i sogni d’infanzia. È molto più che questo, è come vivere la tua vita, perché se tu vivi la tua vita nella maniera corretta, i risultati si prenderanno cura di loro da soli. I sogni verranno da te. ”Se vivi adeguatamente i sogni verranno da te".
Sarebbe bellissimo se qualche persona traesse beneficio da questa conferenza, ma la realtà è che io non ho tenuto questa conferenza per le quattrocento persone venute all’Università. Ho tenuto questa conferenza soltanto per tre persone, perché quando saranno grandi possano vederla.

Grazie." Randy Pausch

categoria:riflessioni, vita, morte
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ETO'O

scritto da senzaunameta il mercoledì, 29 luglio 2009,10:58
"Farò la storia dell'Inter"


Io ci credo!
categoria:calcio, inter, etoo
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GRAZIE A TE

scritto da senzaunameta il venerdì, 24 luglio 2009,11:25
Inter, l'addio di Ibra: "Ciao, e grazie di tutto"





Zlatan Ibrahimovic ha lasciato l'Inter. Dopo l'accordo tra Moratti ed Eto'o, la trattativa con il Barcellona si è definitivamente sbloccata: Ibra "ha salutato Mourinho - come riportato dal sito ufficiale nerazzurro - e la squadra prima di partire per la Svezia. L'attaccante, in accordo con il club, lascia il ritiro a seguito della trattativa di mercato che lo riguarda". A Malmoe si fermerà un giorno, poi volerà a Barcellona per la firma del contratto e la presentazione ufficiale davanti ai nuovi tifosi. Intanto, Mino Raiola, agente del giocatore, è negli studi del vicepresidente dell'Inter, Rinaldo Ghelfi, per sistemare gli ultimi dettagli. "Ciao, e grazie", sono le parole di commiato dello svedese dai suoi compagni dell'Inter, "Grazie davvero, di tutto, e buona fortuna anche a voi". Un abbraccio e via.

***

Capisco che un offerta come quella del Barcellona non capita tutti i giorni, poi a maggior ragione dopo essersi scottati avendo rifiutato tempo fa quei 50 milioni di € offerti dal Chelsea per Adriano (e sappiamo com'è finita), capisco che Moratti stavolta abbia deciso di fare cassa e arruolare comunque al posto di Ibra un ottimo ricambio (Eto'o) prima di perderci nuovamente.
Capisco, ma sino all'ultimo ho sperato che qualcosa andasse storto, ho sperato che Eto'o facesse il miracolo, rovinando i piani di Laporta, ma a quanto pare non è andata così, pazienza.
Mi mancheranno le tue Magie, le tue Acrobazie, quei gol impossibili per qualsiasi altro giocatore, ma non per te. Mi mancherà anche la tua irriverenza, la tua manifesta superiorità e chissenefrega se in europa ti è andata male, i Campioni dell'Italia siamo comunque NOI.
Per questo e per tanti altri motivi, di te conserverò un ottimo ricordo e a differenza dell'ex fenomeno ronaldo, avrò sempre il massimo rispetto di un vero professionista quale sei tu, che non bacia la maglietta dopo ogni gol e non va a piangere dal presidente perchè l'allenatore non ti fa giocare nel tuo ruolo preferito.
Tu, al di la di ogni cosa, sei sempre stato un professionista ed ogni volta che mi capiterà di vederti su un campo di calcio, nei miei pensieri avrai sempre quel numero otto stampato sulla schiena e la mano accostata all'orecchio per ascoltare meglio lo stupore del pubblico dopo la tua ennesima magia.




Grazie Ibracadabra e buona fortuna.

categoria:calcio, gioco, inter, ibra
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NON SONO UN SANTO!

scritto da senzaunameta il giovedì, 23 luglio 2009,10:36
Da 'unto del Signore' a 'Non sono un santo' (di Francesco Bongarrà - Fonte Ansa.it)

ROMA - "Non sono un santo, speriamo lo capiscano anche quelli di Repubblica", dice Silvio Berlusconi alludendo al clamore scaturito dalle registrazioni di Patrizia D'Addario. Dalla sua 'discesa in campo' , nel 1994, più volte il Cavaliere è ricorso ironicamente a riferimenti alla santità ed alla divinità per parlare, sdrammatizzandola, della sua attività di politico.

SONO UN SANTO - Proprio "un santo" Berlusconi si era definito, il 10 luglio 2008, salutando i cronisti che lo aspettavano di sera sotto palazzo Grazioli al suo rientro dal G8 di Tokyo. "Andatevi a godere la notte. Io ormai sono un santo", aveva detto loro con un sorriso prima di andare a riposare.

L'UNTO DEL SIGNORE - Era il 25 novembre del 1994 quando Berlusconi, alla convention dell'Udc, diceva, facendo riferimento a se stesso: "Sarebbe veramente grave che qualcuno che è stato scelto dalla gente, l'unto dal Signore, perché c'é qualcosa di divino dall'essere scelto dalla gente, possa pensare di tradire il mandato dei cittadini". Quella frase il Cavaliere ha più volte smentito di averla detta. L'ultima nel 2006 in una intervista a 'Newsweek'; ma anche alla Confcommercio, dicendo: "Semmai ci unge il popolo, qualche volta ci unge, qualche volta va peggio...".

IL GESU' CRISTO DELLA POLITICA - Era una fredda notte di febbraio del 2006 quando, parlando a una platea di imprenditori di Ancona, Berlusconi si sfogò per gli attacchi a lui riservati dalla magistratura: "Io sono il Gesù Cristo della politica, una vittima, paziente, sopporto tutto, mi sacrifico per tutti". Altro riferimento a Gesù il Cavaliere lo fece nella conferenza stampa di chiusura del G8 di Genova raccontando l"ultima cenà del vertice. "I giornali titoleranno domani: Berlusconi si crede anche Gesù Cristo...", disse ironicamente.

CON UDR SBAGLIAI COME CRISTO CON GIUDA - "Anche Gesù ebbe tra i suoi apostoli un traditore, e noi non siamo più bravi di Gesù...", diceva Berlusconi riferendosi ai "traditori" del centrodestra passati all'Udr, il partito di Cossiga, consentendo la nascita del governo D'Alema.

SINITE PARVULOS - Una citazione evangelica, una battuta e un po' di autoironia: Silvio Berlusconi usa questi ingredienti quando, durante una visita al Nuraghe Losa per la campagna elettorale in Sardegna, per far avvicinare due bambini. "Lasciate che i pargoli vengano a me", disse il presidente del Consiglio in tono scherzoso per consentire ai due giovanissimi sostenitori di avvicinarlo per una foto. E poi, scherzando dopo aver dato un'occhiata ai giornalisti presenti: "Adesso mi diranno che mi paragono a Gesù...".

L'UOMO DELLA PROVVIDENZA - Stavolta Berlusconi cita la definizione che di lui diede don Luigi Giussani, il fondatore di Cl. "Don Giussani mi disse: 'Il destino ti ha fatto diventare l'uomo della Provvidenzà, racconta al Meeting di Rimini.

L
categoria:italietta, notizie, silvio, santo, belpaese
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IL RILANCIO DELL'ECONOMIA

scritto da senzaunameta il venerdì, 17 luglio 2009,11:13
Basterà seminare almeno quattro monete da un euro nel campo dei miracoli e nel giro di pochissimo tempo cresceranno degli alberi colmi di pezzi da 100 euro.
Io l'ho appena fatto!

Giulio Tremonti Fotomontaggio(foto presa in prestito dal blog http://www.claudiocaprara.it)

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